Sport: anche Astralmusic al fianco della Lardini Volley

Già presente attivamente nel mondo dello sport, oltre che già al top in quello dello spettacolo, Astralmusic ha deciso di legare il proprio nome alla Lardini Volley Filottrano, anche quest’anno impegnata nel difficile, ma prestigioso campionato di A/1 Femminile.

Una storia affascinante che nasce da lontano, quella di Astralmusic, esattamente nel 1998 come società di consulenza fiscale per lo spettacolo; ora si occupa della gestione del personale nell’ambito dello spettacolo. Ha sede a Castelplanio, Roma, Milano, Londra e Doha (Qatar). Gestisce musicisti professionisti curando contratti, assunzione, pagamenti. Una “scuderia” che conta circa 3000 musicisti, che operano soprattutto in Italia, anche se capitano sempre più spesso tournée all’estero. Nelle sedi Italiane Astralmusic si occupa prevalentemente di gestione fiscale, in quelle di Londra e Doha anche di organizzazione di eventi. Tutto è nato dall’esperienza di due fratelli, Giordano e Graziano Tittarelli, come animatori di pianobar in molti villaggi turistici e locali. Poi la scelta di passare dietro le quinte per gestire gli artisti.

«Ho fatto il manager di diversi personaggi televisivi – ha spiegato Graziano Tittarelli – successivamente sono stato socio di una delle discoteche più in voga della provincia di Ancona.»

Insomma di tutto e di più, nel mondo dello spettacolo. Adesso, ultima in ordine di tempo, la partnership commerciale con la Lardini.

«Come è nato questo “matrimonio” con il volley femminile?»

«Poco tempo fa siamo stati contattati dal commerciale della Lardini – ha aggiunto Graziano Tittarelli – che mi ha fatto conoscere la loro realtà, spiegandomi i loro progetti. Sono rimasto affascinato dal suo racconto, premetto che Astralmusic è sponsor uffciale della Astralmusic volley di Castelplanio di serie D, abbiamo trovato subito un accordo commerciale e la domenica della stessa settimana è anche arrivata una bella vittoria della squadra».

«Da cosa nasce la scelta di essere molto presenti anche nel mondo dello sport, oltre che dello spettacolo?»

«A differenza di mio fratello Giordano, sono molto legato allo sport, ho giocato molti anni a calcio, per il quale nutro una forte passione che ho cercato di trasmettere anche ai miei figli. Sono stato direttore generale della Biagio Nazzaro Chiaravalle, nell’anno in cui abbiamo sfiorato la promozione in serie D: è stato un esperienza molto bella. In seguito sono arrivato al Moie Vallesina, con il ruolo di direttore sportivo della squadra che militava in Promozione, curando anche tutto l’aspetto comunicazione e immagine della società, con delega come responsabile del setteore giovanile; ancora oggi sono all’interno della società come direttore generale. Ci stiamo togliendo delle belle soddisfazioni. Ho preso spunto da alcuni corsi che ho seguito, uno dei quali tenuto da Julio Velasco, che ha contribuito tantissimo alla mia crescita personale come club manager di società sportive. Ho avuto anche una breve esperienza di collaborazione con la struttura marketing della SS Lazio nella quale Astralmusic ha portato un progetto musicale, dedicato alla squadra di cui sono anche tifoso. Quest’anno Astralmusic ha organizzato alcuni eventi sia per la SS Lazio che per il Milan».

«Raccontaci le tue esperienze da calciatore»

«Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni, nella squadra del mio quartiere, il Fidene, nella quale ho militato fino all’età di 10 anni, poi mi sono trasferito al Castelplanio, dove sono rimasto soltanto due anni, in quanto Roberto Pazienza mi ha portato a giocare nell’Aurora Jesi dove sono cresciuto calcisticamente fino alla categoria Allievi. Sono stato seguito per alcuni anni dal Parma, poi purtroppo sono stato vittima di un brutto infortunio che mi ha bloccato per un po’ di tempo. Il treno è passato e io non sono potuto salire! Quindi è arrivata la chiamata della Jesina con il mitico Gianfranco Ferretti (il Maghetto) in panchina, mi sono allenato diverse volte con la prima squadra, insieme a grandi giocatori come Juvalò, Micheloni, Coltorti e Pandolfi. Sono rimasto per tre anni, alternandomi tra prima squadra e Juniores nazionali. Poi è arrivato il momento del tanto atteso esordio in serie D, a San Marino: una grande emozione, grazie a mister Gianluca Fenucci, che ha creduto in me. Finita l’esperienza con la Jesina sono approdato al Real Vallesina in Promozione dove ho avuto la fortuna di incontrare nuovamente Ugo Coltorti e giocare con un grande professionista come Andrea Bruniera, quindi sono passato al Castelplanio in Prima Categoria, chiudendo la carriera sportiva a 29 anni, iscrivendomi al corso di allenatori, dopo di cui ho avuto la possibilità di allenare fino alla categoria Allievi; è stata una grande esperienza, dal punto di vista umano, ma anche e professionale».

«Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono sfondare tanto nel mondo dello spettacolo, che in quello dello sport?»

«Consiglierei di non sprecare nessuna occasione, ma soprattutto di non sentirsi mai appagati; anche io quando, ancora giovanissimo, giocavo a calcio, a volte mi sono sentito appagato e questo ha frenato la mia crescita sportiva, cosa che invece, raggiunta una certa maturità, adesso non faccio più. Ogni mattina mi sveglio con la voglia di creare nuove opportunità per Astralmusic, a pensare di raggiungere obiettivi che a volte sembrano irraggiungibili. Questa volontà e questa determinazione ci hanno portato a collaborare con molti dei più grandi artisti italiani, a gestire l’intero cast del musical più grande d’Italia, “Notre Dame de Paris”, a fare consulenze a importanti produzioni musicali e cinematografiche, fino ad arrivare al prossimo evento che ci vedrà presenti, il concerto di Natale a Città del Vaticano, che andrà in onda su canale 5».

«A Jesi si sono chiesti in tanti, perché, dopo qualche contatto avuto, hai deciso di non entrare nello staff societario. Perché questa decisione?»

«Ci sono stati diversi incontri con la proprietà ed eravamo a un passo dall’accordo: mi avevano proposto il ruolo di direttore generale del club, poi purtroppo, visti i miei impegni lavorativi sempre più crescenti, nella nostra sede di Roma, ho preferito fare un passo indietro. Ho pensato che una società e una città come Jesi meritano rispetto e se dovevo prendermi l’impegno, dovevo dare la mia disponibilità al 100%».

Da Redazione Vivere Jesi

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