Video corso Vocal coach con Roberta Faccani lezione 1

APPROCCIARSI AD UNA GARA CANORA – “Grido d’amore” al Festival di Sanremo 2005 

“Ciao a tutti, sono Roberta Faccani e oggi, su VOCI.fm, parliamo di come ci si approccia a una gara canora, come per esempio il Festival di Sanremo, e vi parlerò soprattutto del mio Festival nel 2005 con “Grido d’amore” insieme al gruppo dei Matia Bazar. 

Arrivare ad esibirsi a una gara sanremese, un festival così importante, non è cosa semplice, soprattutto per la gestione di stressemotivitàpoco sonno, molteplici impegni a tutte le ore, poche prove, capire bene gli ascolti interni ed esterni per l’orchestra, e capire l’adattamento dell’arrangiamento orchestrale spesso diverso da quello del disco, interviste, malattia, cambi di temperatura, insomma tante cose messe insieme. L’impegno sanremese inizia molto tempo prima rispetto alla gara ovviamente, però che cosa è importante? Arrivare in quei tre minuti di esibizione belli rilassati, concentrati, attraverso una respirazione, una dinamica in crescita che sarà molto diversa però da un concerto. Quindi one shot: in tre minuti bisogna dare tutto, e poi non dimentichiamo le esigenze televisive di immagine, molto importanti.

C’è il cantante più emotivo, quello che si esalta però invece in gara; c’è quello che ha bisogno di un vocal-coach dietro le quinte per scaldarsi in pochi minuti, anche in maniera molto silenziosa, perché abbiamo tanta gente intorno a noi, e ci sono artisti che non hanno bisogno neanche di riscaldamento, pronti e via. Il mio ricordo personale di “Grido d’amore” con i Matia Bazar è un ricordo molto bello, però ovviamente riguarda un pezzo molto difficile perché toccava tre ottave di estensione con un’intro assente, un finale con un acuto a voce piena che qualcuno potrà definire in belting, in realtà io lo definisco in voce mista potente. Però ovviamente c’era un risvolto del chest voice – cioè del registro di petto – molto coinvolto.

L’ascolto con il in-ear monitor non è stato facile, e quindi ci sono state delle complicazioni d’ascolto magari non concepibili per una manifestazione così importante. Inoltre ricordiamoci che essendo un brano nuovo bisogna farlo capire molto bene, quindi è necessario ricordarsi di cantarlo in maniera il più possibile uguale tutte le sere, come se fosse quasi un’esecuzione in studio: questo per far ricordare al pubblico molto prima la melodia. “Grido d’amore” aveva un incipit particolare – una sorta di “non intro” – e quindi io dovevo sentire dall’attacco del direttore e dall’in-ear monitor il clic da seguire, che poi spariva dopo qualche battuta, quindi non facile la gestione. La percezione dell’orchestra è abbastanza strana, dunque vi consiglio di “scuffiarvi” ma di stare attenti anche al tempo – al timing – che potrebbe essere fuorviante, interno ed esterno.

Oggi mi sento di suggerire due cose principalmente, per una gara così importante: o massima scioltezza, cioè come se si andasse a fare un’esibizione qualsiasi, senza pensare alla gara, ai discografici, ai critici e al pubblico, oppure prepararsi talmente bene in tutte le varie sfumature e sfaccettature da essere quasi un soldatino in guerra. L’altra cosa molto importante, che si impara con il tempo, è che se non si è particolarmente telegenici o non si è truccati bene si rischia di non bucare lo schermo; anche qui si possono imparare delle tecniche per risultare più gradevoli in tv: capire qual è il lato migliore da inquadrare, contenere la mimica facciale, se si è particolarmente mobili o intensi con le espressioni, che sono molto diverse in teatro, truccarsi in maniera da sottolineare i pregi, ma studiando prima a tavolino con le riprese giuste il proprio look”.

Guarda la lezione completa in esclusiva su voci.fm.

 

Elisabetta Landi – Ufficio stampa astralmusic

 

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