PUCCIO PANETTIERI – Una vita da session man

Ad ottobre 2017 esce il primo album dal vivo di Alessandro Mannarino “APRITI CIELO LIVE”, frutto di una produzione di portata impressionante, un tour con 12 musicisti polistrumentisti ed oltre 30 strumenti provenienti da tutto il mondo, per esaltare le tante anime del cantautore romano.
A far parte di questa grande famiglia di artisti, la collaborazione di uno dei più apprezzati musicisti italiani, Puccio Panettieri, batterista che vanta collaborazioni con i più noti cantanti dagli anni’90 ad oggi.
Puccio Panettieri siciliano, classe’78, romano d’adozione, è legato ad Astralmusic per i servizi di Consulting.
Lo incontriamo alla viglia dell’inizio delle prove da Roma per l’imminente Tour “L’IMPERO CROLLERA’”.
 
Puccio da quanto tempo sei nella squadra di Mannarino, raccontaci di questa esperienza?
 
“Sono stato chiamato per registrare il suo ultimo album “ Apriti cielo” ormai un anno fà, Alessandro già lo conoscevo, perché entrambi viviamo a Roma, abbiamo amicizie comuni.
Al disco si lavora in studio per pochi giorni, poi è arrivata l’esperienza del tour un vero tsunami di emozioni, 12 musicisti sul palco, una carovana.
E’ stato un tour con tantissime date tutte sold out, un calendario così lungo con una band tanto numerosa non è facile, eppure abbiamo creato un’armonia e un equilibrio veramente rari, in questo è stato fondamentale Alessandro, è un artista molto esigente, ma è anche molto presente e sa fare squadra.

Il lato umano è sicuramente quello che mi porto dietro da questo tour, un grande arricchimento personale”.

Mannarino sarà in scena sui palchi di tutta Italia, è imminente il nuovo tour, sei di nuovo in partenza?

“Si, le prove partono questa settimana da Roma, poi ci trasferiremo a Fermo nelle Marche per altre prove e due date “zero” del tour, il 23 e 24 marzo al Teatro dell’Aquila e poi la prima data a Firenze il 26 e 27marzo, il 29 a Padova, il 30 a Genova.
Questa volta il numero di musicisti è ridotto e c’è un elemento nuovo sul palco, un giovane pianista Seby Burgio, ventinovenne siciliano come me, che vanta già numerose tournée internazionali.
Per tutto il tour sarò seguito dal consulting di Astralmusic, ormai una garanzia”.
 
Scorrendo il tuo curriculum vanti tantissime collaborazioni, come hai iniziato e hai qualche musicista in particolare a cui sei legato?
 
“Ho iniziato giovanissimo, fin da bambino sapevo cosa avrei voluto fare, suonavo nella mia Sicilia, il decennio 1990-2000 è stato fondamentale per la mia formazione musicale, Catania era un posto incredibile  negli anni ’90 per il movimento artistico culturale che si era creato, tanto che veniva definita “ la Seattle del Sud Italia”.
In Sicilia ho avuto l’occasione di incontrare Mario Venuti, che oggi posso definire uno dei miei due mentori, mi fece lavorare con lui e mi presentò Carmen Consoli con cui aveva lo stesso produttore e che era già famosa all’epoca.
A Carmen devo molto, considero la mia esperienza con lei il primo sogno che si è realizzato, ho iniziato  con l’album “ Stato di necessità” del 1999, ho fatto un tour e subito dopo ho deciso di trasferirmi a Roma, dove ho avuto modo di allargare le mie possibilità lavorative.
Altro maestro e mentore è stato Enzo Di Vita, a lui devo i miei esordi mi ha dato le prime possibilità in questo settore, fra cui andare in tour con Mario Venuti.
Poi ho suonato con i grandi cantautori romani, da Daniele Silvestri e Nicolò Fabi, a Max Gazzè…
e molti altri ne ho conosciuti e ho potuto suonarci, sia nelle tournée che nell’esperienza televisiva del programma Gazebo con Diego Bianchi prima e a Propaganda di recente.
Tutti in qualche modo li considero un pezzo della mia esperienza e della mia vita artistica”.
 
Scorrendo le tue numerose collaborazioni dal 1991 ad oggi, c’è anche quella con la compianta cantante dei Cranberries Dolores O’Riordan.
 
“Voglio essere sincero, ho fatto un lavoro da session man, e non sempre in questi casi incontro gli artisti, sono andato a registrare il brano “ Senza fiato” scritto da Giuliano Sangiorgi, ed era la colonna sonora del film “Cemento armato”, questo pezzo era il brano principale e mi
chiamarono per registrare le batterie, io lo registrai con la voce di Giuliano. Poi fù prodotta una versione con la voce di Dolores, ho suonato anche su quella ma non ho mai incontrato l’artista.
La stessa cosa mi capitò con Arisa, ho lavorato con il produttore artistico e l’arrangiatore.
Altri artisti invece li conosco bene, come Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Max Gazzè”.
 

Vivi questa doppia veste di session man in studio e di musicista in tour, cosa ti piace di più?

“ Innanzitutto sottolineo come il mestiere di session man sia davvero complicato, lo possono fare in pochi, non esistono scuole come ci sono all’estero, non esistono tutele particolari, non esiste la categoria, un sindacato, in Italia questa professione è veramente difficile.

Il lavoro in studio  mi piace un pò di più, perché c’è sempre da parte mia il dubbio se farò bene, quando mi chiamano per una produzione non do mai nulla per scontato, anche cose che so di saper fare, quindi ogni volta che vado ad incidere è una sfida con me stesso e un mettermi alla prova.
Non sottovaluto nulla, non sottovaluto la musica, la musica facile non esiste.
Nel live, invece, c’è la componente “dal vivo” in cui non si può sbagliare, si deve andare avanti, è una bella prova!
C’è la pressione della gente, ma quella pressione è anche il calore del pubblico che torna indietro e che regala tanto, un concerto è un pò un sogno ad occhi aperti dal palco…
vibrazioni ed emozioni che non si possono spiegare, specie se si insegue un sogno fin da bambino…inspiegabile e meraviglioso.
Direi che registrazione in studio e palco sono due emozioni differenti ma entrambi importanti”.
 
Nella tua professione trovi anche tempo per impartire masterclass, occuparti di didattica?
 
“ Tempo per la didattica ne avrei poco, ma di base non mi sento all’altezza di poter insegnare, non avrei un metodo esatto, reputo l’insegnamento un mestiere a sé, non credo faccia per me, non mi sentirei convincente o forse non sono ancora “ pronto”, maturo per farlo.

Detto questo potrei improntare una masterclass a modo mio molto atipica, con la partecipazione attiva dei ragazzi, stando vicino ai presenti esprimendomi solo con la musica”.

Hai un genere di musica che prediligi?

“Ascolto di tutto, ogni tipo di musica, non mi limito, non dico mai questo non mi piace, ricerco, approfondisco, sono aperto ad ogni tipo di ascolto, per dare la pronuncia esatta di quel genere musicale che sto suonando, e questo si fà solo con un grande studio nel tempo.

Nei miei sogni c’era di imparare a suonare tanti più generi possibili, credo che ad oggi sono arrivato ad imparare dei linguaggi e ad avvicinarmi a vari generi. In particolare, mi piace il jazz”.

Puccio si congeda così..

“Mi sento fortunato, ho ancora tanti sogni nel cassetto e li sento ancora come quando avevo 15 anni, magari non si realizzeranno mai, ma solo pensarli mi emozionano, mi stimolano…e quindi continuo a sognare!!”.
Il Tour debutta nelle Marche il prossimo 23 marzo al teatro dell’Aquila di Fermo, Astralmusic ci sarà e seguirà tutta la tournée.
Auguri Puccio!

Tour "L'impero Crollerà" di Mannarino

Elisabetta Landi – Ufficio Stampa Astralmusic

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